Freddy Delirio And The Phantoms: dal Fantasma dell’Opera a una nuova dimensione oscura

Chi conosce i leggendari Death SS non potrà fare a meno di restare incuriosito da Freddy Delirio And The Phantoms, il nuovo progetto del musicista che debutterà con l’album “The Cross”, in uscita il 12 aprile per Black Widow Records. Ma quel è stato il viaggio attraverso questo disco dalle meravigliose sonorità oscure? Ce lo racconterà meglio in quest’intervista, buona lettura!

 

 

 

Freddy Delirio depone la maschera del Fantasma dell’Opera per una nuova avventura. Com’è nato il progetto The Phantoms?

È nato da un’idea del discografico Massimo Gasperini di Black Widow Records che mi ha proposto un nuovo disco solista affrontando sonorità a me care ma anche stimolandomi ad affrontarne di nuove: era sicuro che avrei raggiunto l’obiettivo. Che dire, la cosa mi ha lusingato da subito e mi sono messo all’opera. Ho scritto i brani molto velocemente e ho consegnato i primi provini due anni fa. Massimo rimase molto contento delle canzoni e da quel momento mi sono occupato della produzione vera e propria. Purtroppo, a causa di una mole di lavoro considerevole che mi sono trovato ad affrontare nel mio studio, questo disco ogni volta veniva fermato in corso d’opera e alla fine ho dovuto correre per consegnarlo nei tempi prestabiliti.
È un album a cui tengo molto perché ho affrontato diverse tematiche. In questo caso la figura dei fantasmi è più eterea e meno umana rispetto a quella del fantasma dell’opera. Anche il senso delle canzoni si sposa con sonorità più goth-prog passando anche da atmosfere doom ma non mancano sospensioni più tipiche della cosmic music. L’immagine stessa della band è ben associata al tipo di brani che vengono proposti.

 

cover_front_CD-300x300.jpg

 

Ma veniamo subito a “The Cross”: quali sono gli elementi che lo contraddistinguono e ti contraddistinguono, rispetto ai tuoi precedenti e illustri lavori con i Death SS?

Ogni progetto e disco che ho realizzato, ha avuto un senso ben definito e a sé stante. Lo stesso vale per i miei precedenti album solisti sia nel caso di “Journey” (1992-2012), stampato per il ventennale in una particolare versione sempre da Black Widow Records, sia per i i vari dischi degli H.A.R.E.M. (Fuel Records-Self), da me stesso fondati e con i quali ho sempre affrontato tematiche e sound diversi in ogni occasione, cercando di non ripetermi mai. Anche nel caso del mio singolo “Another World” (Fuel Records-Self) uscito di recente, avevo iniziato a familiarizzare con un nuovo tipo di sound che, in qualche modo, ha anticipato l’idea di “The Cross”. Mi piace rinnovarmi e fare sempre qualcosa di diverso. Gli stessi dischi dei Death SS, di cui ho curato l’intera produzione nel mio studio da circa 15 anni a questa parte, hanno ognuno una personalità diversa. “The Cross” affronta temi e sonorità piuttosto diversificati pur essendo unito da un unico filo conduttore. I brani hanno molte parti strumentali che sfociano in atmosfere diverse, quando più sospese, quando più sinistre ed oscure. Anche il tipo di produzione, voluta da Black Widow è meno moderna e scintillante, per come sono stato abituato negli ultimi anni, ma è appunto più cupa e surreale, proprio in linea con il sound e le tematiche proposte.

 

Si parla di fantasmi immortali, amore ancestrale, mondo Iperuranio.. ritieni che ci sia un filo conduttore fra tutte queste componenti, e le varie sfumature di generi musicali presenti in “The Cross”?

Hai centrato il discorso. Per meglio descrivere le esperienze che queste anime si trovano a vivere al momento della reincarnazione in questa dimensione, è necessario dare una base musicale adatta ad ogni circostanza un po’ come si fa quando si realizza la sonorizzazione di un film. Sono esperienze e fasi diverse di un’unica vita ma come sono variegate le stesse esperienze, così avviene per il tipo di sonorità che ben deve adattarsi ogni volta alle tematiche affrontate.

 

 

Hai scelto di anticipare l’uscita dell’album con il singolo “The New Order”. Di cosa parla esattamente questo pezzo ?

Una sorta di giorno del giudizio dove la discesa di una figura divina o semi-divina si rivolge in una performance solenne alla folla disordinata e disagiata, parlando un unico verbo, un’unica lingua che possa essere compresa da tutti, capace di indirizzare il volgo verso un nuovo mondo.

 

Se “The Cross” fosse un’opera letteraria, a quale genere si avvicinerebbe di più?

A qualcosa che rievochi le varie fasi dall’involuzione dei gironi danteschi sino all’evoluzione verso il mondo dell’Intelligibile. Quindi sia horror ma anche dai tratti filosofici possibilisti e positivi.

 

10425117_777671052264741_5090214840492067376_n

 

Esiste un personaggio in cui ti identifichi, ora come ora?

Faccio molte cose durante la giornata e benché viva di musica grazie al mio lavoro, sono per prima cosa un padre che adora il proprio figlio e vivo molto legato alla Natura e al mondo animale. Sono tutte queste cose messe insieme che fanno la mia persona e non riesco a immaginare un personaggio con cui identificarmi. Sono io così, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e felice delle scelte che via via mi si pongono davanti, sia musicali che personali, cercando sempre di evolvermi. Della musica mi piace esplorare le atmosfere più oscure perché è lì che in qualche modo si aprono molte porte dell’inconscio ma anche qualche dimensione nuova di cui far tesoro. Quindi anche sul palco sarò quasi sempre legato a questo mondo dai tratti horror che da sempre mi ha affascinato e che fa parte della mia persona.

 

Come mai la scelta di debuttare con questo nuovo progetto proprio al Teatro Carignano di Genova?

E’ la città della Black Widow Records pertanto sono ben felice di cominciare l’attività live di questo nuovo progetto “a casa” loro.

 

Pensi che con i progetti solisti ci sia il rischio di allontanarsi dalla band di provenienza?

Ho iniziato l’attività live con le rock band a partire dalla mia prima esperienza, i Mania-C nel lontano 89 a cui sono seguiti oltre 22 anni di H.A.R.E.M. e altri lavori solisti. Durante questo periodo, dal 94 al 96 e dal 2005 ad oggi, ho sempre suonato con i Death SS. Questo non ha mai creato un problema con i vari musicisti e le varie band con cui collaboro o ho collaborato. Anzi è per me motivo di arricchimento ogni volta.

 

 

 

 

 

 

 

  [Intervista a cura di Annalee Hudson]

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d bloggers like this: