Intervista a Pino Scotto & Rocky Horror F.S.: dall’headbanging sui palchi alla beneficienza

L’inarrestabile Pino Scotto e i Rocky Horror F.S. hanno unito le loro forze per una nuova collaborazione, che li ha visti girare l’Italia in lungo e in largo. Ma non è solo la musica a unirli: entrambi hanno infatti contribuito all’importante progetto umanitario “Rainbow Project”, a favore delle popolazioni meno fortunate. Sarà lo stesso rocker a parlarcene, insieme a Giovanni Placido (cantante dei Rocky Horror). Buona lettura!

 

 

Pino, Giovanni, raccontateci del vostro incontro. In che modo un rocker come Scotto ha contribuito alla carriera dei ROCKY HORROR (già attivi dal 2002)?

G. Pino è un vecchio amico di Francesco, il bassista, ed ha partecipato al nostro singolo e video LO SPAZIO CHE TI SPETTA. Sul set poi si è creata una grande sintonia, che ci ha portato a creare il side project PINO SCOTTO & ROCKY HORROR (col quale siamo attualmente in tour).

P. Il brano mi è piaciuto subito, infatti mi sono “proposto” per partecipare anche al videoclip! Sono bravi ragazzi e fanno ottimo rock, con bei testi (che è una cosa importantissima!)… meritano… ormai siamo una famiglia ed in tour ce la spassiamo!

 

Nei vostri lavori discografici si annoverano collaborazioni con musicisti dei generi più disparati. A questo punto vi chiedo: come pensate possano convivere, ad esempio, un genere come il nu metal e uno più “old” come l’heavy metal?

P. Quando ho iniziato la mia carriera solista ho scoperto il piacere di collaborare con altri artisti, a prescindere dal genere. Per me esistono solo due tipi di musica: quella buona e quella di merda!

G. Se c’è voglia di sperimentare, e la giusta attitudine da ambo le parti, si può miscelare qualsiasi sonorità, ottenendo di sicuro un buon sound.

 

Pino nel tuo ultimo album (“Live For A Dream”) c’è una canzone sul delicato tema dei bambini abusati. Quali sono le cause che ti stanno più a cuore, e su cui non smetteresti mai di scrivere?

P. I bambini non si toccano! Non smetterò mai di dirlo!

 

A proposito di bambini, potreste parlarci del pezzo “VIA DI QUA”, realizzato per il bellissimo progetto umanitario RAINBOW PROJECTS?

G. Certo! È il primo brano ufficiale firmato da questa “formazione allargata” e l’intero ricavato delle sue vendite va in beneficenza per aiutare i bimbi di Guatemala e altre zone povere del mondo seguite da questo progetto. In questa “avventura” ci hanno supportato parecchi colleghi: OMAR PEDRINI (ex TIMORIA), BUNNA e MADASKI (AFRICA UNITE), TERRON FABIO (SUD SOUND SYSTEM), TREVOR e TOMMY TALAMANCA (SADIST), ANDREA ROCK (VIRGIN RADIO e REZOPHONIC), ANDY (BLUVERTIGO), PIER GONELLA (NECRODEATH), SKANDI (VALLANZASKA), IVANO GRIECO (KRIKKA REGGAE), ecc.… e nel video ci sono inoltre: DAVIDE MOSCARDELLI (U.S. LECCE), NUZZO DI BIASE (QUELLI CHE IL CALCIO), CISCO (LE IENE), VITTORIA HYDE (VIRGIN RADIO), MICHELE “WAD” CAPOROSSO (RADIO DEEJAY), DANIELE SELVITELLA (RADIO 105 NETWORK), STEFANO AGLIATI (ROCK TV), BETTY STYLE, GIORGIA GUEGLIO (MASTERCASTLE), MANUEL TATARANNO ed ENZO RUSSO (KRIKKA REGGAE) e molti altri ancora!

 

Secondo voi cosa frega maggiormente il mondo del rock e del metal in Italia? Quali sono gli errori più comuni che impediscono alle band di emergere come vorrebbero?

G. In passato ti avrei detto che c’è poca cooperazione tra i gruppi e che mancano i posti dove esibirsi, ma ultimamente devo dire che la situazione a mio parere sta migliorando. Certo non è facile “scalare le vette” in una nazione il cui il mainstream ha occhi quasi esclusivamente per il pop.

P. In Italia ci sono grandi musicisti in questo ambito, ma manca l’appoggio dei media!

 

Cosa pensate del ruolo della donna nella scena rock e metal?

G. Spesso quando si pensa alla figura femminile in questi ambienti, la mente va subito alle groupies, questo però è un po’ triste perché ci sono anche grandi artiste ed infaticabili addette ai lavori presenti nella scena.

P. La storia della grande musica ci ha regalato donne importanti come Janis Joplin ed Aretha Franklin, e più recentemente Bet Hart o Glissa White-Gluz (Arch Enemy, ndr)… senza dimenticare Amy Lee, che con i suoi Evanescence ha creato un genere (e purtroppo mille copie!).

 

Che programmi avrete, una volta finito il tour?

P. Ho da poco finito la pre-produzione del mio nuovo disco che uscirà a fine febbraio, adesso sono al lavoro sui testi, ed a metà novembre entrerò in studio di registrazione.

G. Noi invece stiamo già registrando il nuovo full-lenght, e nel frattempo stiamo ultimando la promozione del singolo/video NON C’È TEMPO ft. RU CATANIA (AFRICA UNITE) e LUCA (LOS FASTIDIOS), estratto dal nostro ultimo lavoro SCIOGLI IL TEMPO (PROTOSOUND RECORDS / EDEL), anch’esso pregno di nomi illustri del panorama musicale italiano: SIMONE MARTORANA (FOLKABBESTIA), NICO MUDÙ (SUONI MUDÙ), VINCE CARPENTIERI (ex ALMAMEGRETTA), MR. T-BONE (ex AFRICA UNITE e GIULIANO PALMA & THE BLUEBEATERS), DJ ARGENTO, DJ FEDE and more!

P. Bell’album!

 

In questo preciso istante, a chi dedichereste il vostro vaffanculo più sincero?

G. A chi lavora in maniera poco professionale, nel nostro ambito e non solo, gettando discredito su tutta la sua categoria!

P. Naturalmente alla regina dei reality di merda: la “De Filippo”! Col suo programma (ed i suoi cloni!) ha scatenato un vero e proprio genocidio culturale!

 

 

 

 

[Intervista a cura di Annalee Hudson per Ladies In Rock]

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